Ci sono due frasi che ogni venditore sente almeno 50 volte al giorno: «ci penso» e «non ho tempo». Sono le due facce della stessa medaglia. «Ci penso» significa «non voglio decidere ora». «Non ho tempo» significa «non voglio decidere ora». In entrambi i casi, la traduzione e' una: non vuoi decidere.

Non e' una questione di tempo. Lo dimostra il fatto che le stesse persone che dicono «non ho tempo» poi passano 45 minuti su Instagram a guardare video di gatti che cadono dai mobili. Il tempo c'e'. Cio' che manca e' la voglia di usarlo per prendere una decisione scomoda.

Prendere una decisione e' faticoso. Significa scegliere una strada e scartarne un'altra. Significa esporsi al rischio di aver sbagliato. Significa assumersi la responsabilita'. Molto piu' facile dire «ci penso» e vivere nell'illusione che prima o poi la decisione si prenda da sola.

Ma la decisione non si prende da sola. Mai. Come abbiamo visto in questo articolo sul venditore che non chiede la chiusura, quando due persone si aspettano a vicenda, non succede niente. E il risultato e' che passano mesi, il preventivo scade, il cliente trova un'altra soluzione, e il venditore — dopo aver aspettato — passa al prossimo.

La prossima volta che stai per dire «ci penso», fermati un secondo e chiediti: ci pensero' davvero? O lo dico per educazione, per non dire di no, per prendere tempo? Se la risposta e' la seconda — e lo e' nel 90% dei casi — allora risparmia a tutti la sceneggiata e dì la verita'. «Non mi interessa», «non e' il momento», «ho gia' un fornitore». Qualsiasi cosa e' meglio di un «ci penso» che non porta a niente.

Il tempo non si crea: si sceglie dove spenderlo. E se lo spendi a dire «non ho tempo», forse hai sbagliato bersaglio. Come spieghiamo in questo articolo sulla matrice urgente/importante, non sono le ore che mancano: e' la volonta' di usarle per qualcosa che conta davvero.