Avete presente quella vocina interiore che vi sussurra "tranquillo, e un cliente, mica un nemico"? Bene, spentela. Perche nel gergo del rinvio professionale, il cliente non chiede mai, non rimanda mai, non tergiversa mai. Lui "ti fa sapere". Loro. La frase sacra. Quella che apre ogni valzer di attesa.
Benvenuti ad Anatomia del rinvio. Oggi traduciamo simultaneamente dall'italiano al cliente. Sette frasi. Zero speranza.
1. "Ti faccio sapere."
Traduzione: non ti faro sapere mai. Il cliente non ha intenzione di decidere, non ha una deadline, e non ha il coraggio di dire "non mi interessa". Questa frase e il silenzio prima della tempesta. Del silenzio eterno. L'unica risposta possibile e mettersi il cuore in pace e passare al prossimo lead. Quel "ti faccio sapere" dormira nel dimenticatoio insieme alle promesse della politica.
2. "Sto aspettando un preventivo."
Traduzione: ho chiesto un preventivo a tre tuoi competitor, a due agenzie estere e a uno con il cane incontrato al bar. Il cliente colleziona offerte come figurine. La tua proposta e finita in un cassetto tra la garanzia del forno e il volantino del cinese sotto casa. Il suo vero problema non e il prezzo ma la paura di decidere.
3. "Ne parliamo a settembre."
Traduzione: parliamone a mai. Settembre e il mese del foglio bianco, dei buoni propositi, delle riunioni che non si terranno mai. Gennaio e per gli stravizi, febbraio e corto, marzo le tasse, aprile le ferie, maggio i ponti, giugno troppo caldo, luglio e agosto niente. Poi finalmente ne parliamo a settembre. Dell'anno prossimo. Perche l'anno prossimo ci sara un altro settembre. Il rinvio e la palestra dei clienti indecisi.
4. "Devo parlarne con il mio socio."
Traduzione: il mio socio non esiste. O esiste ma e un golden retriever. O esiste, e umano, ma non risponde ai messaggi da tre mesi. Il "socio" e il fantasma che il cliente invoca per non prendersi la responsabilita di un rifiuto. Io vorrei, ma il socio... Il socio e come Babbo Natale: tutti ne parlano, nessuno l'ha mai visto. Quando torna dicendo "il socio ha detto di no", sappi che il socio eri tu che non hai insistito abbastanza.
5. "Mi fa un preventivo 'per idea'?"
Traduzione: voglio un prezzo per un progetto che non faro mai. Il cliente non ha budget, non ha urgenza, non ha un brief, non ha un'idea. Vuole un numero da infilare in un foglio Excel che nessuno aprira. "Tanto per farmi un'idea" e la versione commerciale del "passavo di qui".
6. "Appena ho due minuti lo guardo."
Traduzione: non lo guardero mai. Due minuti e il tempo che il cliente dedica a tutto tranne che a te. Lo guardo quando finisco Netflix, quando piu nessuno mi scrive, quando scade la garanzia. Spoiler: quei due minuti non arriveranno mai. Come l'autobus delle 23:47. Come la dieta di lunedi. Il "lo guardo dopo" e l'anticamera dell'oblio.
7. "Siamo in fase di definizione del budget."
Traduzione: non abbiamo un budget, non sappiamo cosa vogliamo, e aspettiamo che qualcuno decida al posto nostro. La "fase di definizione" e una prigione dorata dove i progetti vanno a morire. Il budget e come l'orizzonte: sempre li, mai raggiungibile. Potresti aspettare anni, come il confine tra due nazioni in guerra. Solo che non c'e nessuna guerra - solo l'incapacita di dire "non ci interessa".
Il verdetto.
Tradurre dall'italiano al cliente e un'arte sottile. Richiede anni di formazione sul campo, una dose massiccia di cinismo e saper riconoscere un "no" mascherato da "ti faccio sapere". Perche alla fine la verita e una sola: il cliente che vuole comprare compra subito. Quello che non vuole ti fa sapere. E tu aspetti. Sempre. In attesa di un verdetto che non arrivera mai. Come diceva il saggio: se vuoi sapere se un cliente e interessato, non aspettare che ti faccia sapere. Fai finta di niente e vai avanti. Tanto, se lo era, tornera. Altrimenti, benvenuto nel club di chi aspetta ancora quel "ti faccio sapere" di tre anni fa.
Articolo 21 della serie "Anatomia del rinvio". Una produzione Ne parliamo a settembre - la satira sul rinvio che non rimanda mai la satira.
il cliente che dice ti faccio sapere e il capo che dice a settembre sono la stessa persona.