Il reso gratis era un'abitudine. Ora e' un costo. E tu hai un armadio pieno di robe che non volevi

Amazon ha stretto le maglie dei resi gratuiti. Zara, Zalando, Decathlon — tutti sulla stessa linea. La spedizione di ritorno non e' piu' inclusa, la finestra di reso si accorcia, i prodotti "non idonei" aumentano. E chi comprava con la filosofia "tanto poi lo restituisco" ora si ritrova con la parcella del reso che mangia il vantaggio dell'offerta.

Il risultato? Oggetti che non volevi ma tieni per non pagare la spedizione. Abiti che non ti stanno bene. Gadget che non userai mai. Un armadio pieno di "tanto poi lo restituisco" mai restituiti. Perche' dopo c'era il reso a pagamento.

Il costo di aprire trattative che non chiudi

In vendita e' uguale: apri una trattativa con un cliente, mandate preventivi, parlate di specifiche, tutto sembra procedere. E poi? La trattativa resta aperta. "Tanto la chiudo dopo". Dopo arriva un altro cliente, un'altra urgenza, e quella trattativa aperta diventa un lead che si raffredda. Come il pacco che non hai rispedito: lo tieni li', occupa spazio, non ti serve, ma restituirlo costa.

Le trattative aperte sono il reso che non fai: occupano spazio mentale, ti fanno sentire in colpa, e alla fine le chiudi con uno sconto per fretta. Chiudere una trattativa che non va da nessuna parte non e' un fallimento: e' un risparmio di risorse.

Come i giochi in Game Pass che escono dal catalogo: ogni trattativa aperta ha una scadenza implicita. Dopo quella scadenza, tenerla aperta costa piu' che chiuderla.