Il cliente ascolta la presentazione, annuisce, sorride. Poi pronuncia la frase che ogni venditore italiano impara a temere prima ancora di imparare il listini: "Ti faccio sapere". Da quel momento il preventivo entra in una dimensione fisica parallela, dove il tempo non scorre, il telefono non squilla e il follow-up muore in bozza.
La buona notizia: "ti faccio sapere" non e' un rifiuto. E' un rinvio. E contro il rinvio esistono contratture documentate. La cattiva notizia: la maggior parte dei sistemi di follow-up funziona come i corsi di formazione vendite a cui ci si iscrive a dicembre. Esiste, e' a norma, non viene mai applicato.
Perche' il follow-up muore: l'autopsia
Quando il cliente dice "ti faccio sapere", nella sua agenda mentale ha fissato un appuntamento preciso: mai. Nella tua, hai fissato una promessa vaga: "lo ricontatto dopo". Due vaghezze che si ignorano a vicenda. Il risultato lo conosciamo: il preventivo vive per tre settimane nella posta in entrata, poi viene archiviato con la delicatezza di un panino in fondo allo zaino.
Il problema non e' il prezzo, non e' il concorrente, non e' il momento sbagliato. E' che nessuno dei due ha messo una data. E cio' che non ha data, a questo paese, non esiste: puo' solo essere rinviato a settembre. O a ottobre, che ormai siamo in ottobre e siamo un popolo di aggiornati.
Le quattro regole del follow-up che funziona
1. Chiudi il cerchio prima che si apra. Mai lasciare la stanza senza una data scritta. Non "la ricontatto la settimana prossima", ma "le invio un promemoria giovedi' 9 alle 10, se nel frattempo ha deciso male mi anticipi lei". La data converta il rinvio in impegno. Il rinvio senza data e' filosofia; il rinvio con data e' amministrazione.
2. Il follow-up deve portare valore, non rimorso. "Volevo sapere se ci siamo" e' una telefonata che chiede scusa del proprio esistere. Funziona invece il follow-up-regalo: un approfondimento, un caso simile risolto, una novita' sul prodotto. Il cliente che riceve valore risponde per gratitudine; quello che riceve solleciti risponde per pietas, che scade prima.
3. Dai un motivo per il si', uno per il no. Il silenzio nasce dall'assenza di conseguenze. "Il prezzo e' valido fino al 20" crea una scadenza, che e' l'unico argine noto alla procrastinazione nazionale. E offri anche una uscita dignitosa: "se ha deciso di aspettare, mi basta un cenno, non le riscrivo piu'". Il no liberato dal senso di colpa torna entro 48 ore; il no imprigionato nel galateo non torna mai.
4. Max quattro contatti, poi archivia con onore. Il CRM non e' un tribunale. Quattro contatti a distanza crescente (giorno 2, giorno 7, giorno 14, giorno 30), poi sposta il lead in "ne parliamo a settembre" con animo sereno. Le statistiche non oficiali della nostra redazione dicono che una quota non indifferente di quei lead torna da sola, quando la pressione finisce e il subconscio va in ferie.
Il sistema antirinvio in tre mosse (da fare oggi, non a settembre)
Se dopo questa guida dovete scegliere una sola cosa, non scegliete il corso. Scegliete la versione piccola e noiosa della disciplina, quella che funziona:
- Ogni preventivo esce con data di risposta nel testo, non a voce: la voce evapora, lo scritto rimane nei screenshot.
- Un solo template di follow-up salvato, con oggetto diverso per ogni dei quattro contatti: la creativita' in coda alle 18:30 e' sempre uguale a se stessa, meglio il template.
- Venerdi' pomeriggio, quindici minuti: apri la cartella "in attesa", scrivi due righe a tre preventivi, archivialne uno. Tre scritti e uno archiviato valgono piu' di qualsiasi corso serale.
Il resto e' marketing di voi stessi: comprare l'ennesimo manuale di chiusura vendite e sentirsi gia' a meta' dell'opera. Lo sappiamo bene: il libro nella lista dei desideri e' gia' una piccola vittoria della volontta'. Peccato che la lista non legga.
Chiudere un preventivo e' un atto di igiene mentale prima che commerciale: ogni trattativa aperta occupa lo spazio che servirebbe alla successiva.
Quindi, se anche voi state aspettando settembre per rimettere mano al follow-up, ecco la notizia da testata autorevole: settembre e' arrivato, e' gia' ottobre, e il cliente sta ancora pensando. Ma stavolta il rinvio potete interromperlo voi. Il telefono e' li' che fa finta di niente.