Caro Capo,
ancora una volta ho trovato sulla scrivania tre email stampate con sopra scritto a penna segui tu. Una e della settimana scorsa, una e di un cliente che aspetta risposta da 10 giorni, e la terza non si capisce bene cosa sia perche il tratto della penna ha sbavato sul foglio. Io dovrei seguire, ma non so da dove cominciare perche tu non mi hai detto nulla a voce, non c e un email di briefing, non c e una priorita, non c e una scadenza. C e solo un foglio A4 stampato, con la tua grafia illeggibile, e la sacra convinzione che stampare = delegare.
Non e cosi.
Stampare un e mail e metterla sulla mia scrivania non e un metodo di lavoro: e un modo per toglierti il problema di dosso senza risolverlo. E mentre tu ti senti sollevato perche l hai girato, io mi ritrovo con un puzzle di cui non ho le istruzioni. Devo intuire cosa volevi, dargli un ordine di priorita che non ho, e sperare di non sbagliare. Se sbaglio, la colpa e mia. Se non lo faccio, la colpa e mia perche te l avevo girato.
Ti sembra giusto?
Un sistema non e difficile: un foglio di calcolo condiviso dove scrivi: cosa, chi, quando. Google Calendar, anche. Un email di due righe: Marco, segui preventivo Verona, scadenza venerdi, priorita alta. Sono 20 secondi del tuo tempo che mi risparmiano due ore di interpretazione. Ma tu preferisci stampare, scrivere segui tu con la penna, e sentirti in pace con la coscienza.
Io intanto passo il tempo a decifrare geroglifici invece che a lavorare.
E la prossima volta che mi dici tanto a settembre lo facciamo, ricordati che a settembre io potrei non esserci piu. Perche lavorare per uno che non ha un processo e estenuante, e il mercato del lavoro per chi ha voglia di fare e pieno di aziende che almeno un foglio di calcolo lo sanno usare.
Con stima (e una stampante che vorrei prendere a martellate),
Il tuo collaboratore