Esiste un sussidio per i freelance che si chiama ISCRO. Sta per "Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa", che tradotto dal burocratese significa: soldi dello Stato per chi lavora in proprio e in quel periodo ha lavorato poco, o niente. Le domande sono aperte dal 15 giugno e la scadenza è il 31 ottobre 2026. La redazione ha già individuato il momento esatto in cui la stragrande maggioranza dei freelance italiani la invierà: il 31 ottobre, tra le 23:40 e le 23:59, con il sito dell'INPS che gira come una trottola e lo SPID che scade proprio mentre si clicca su "invia".
Perché questa è la regola non scritta del lavoro autonomo: tutto ciò che riguarda soldi, scadenze e burocrazia si fa all'ultimo minuto possibile. Non per cattiveria. Perché il freelance ha sempre una cosa più urgente da fare, tipo rispondere a un cliente che "si fa sentire questa settimana" per la tredicesima volta, oppure aggiornare il portfolio che aggiorna da tre anni.
Cos'è, in breve
L'ISCRO è un'indennità mensile che va da circa 255 a 817 euro, per un massimo di sei mensilità, pensata per chi è iscritto alla Gestione Separata e ha avuto un calo di reddito. In pratica: se hai lavorato meno, lo Stato ti dà una mano. È la cosa più vicina a una cassa integrazione per chi non ha un datore di lavoro, e per questo il mondo intero del freelance dovrebbe conoscerla a memoria.
Invece la conoscono così: "C'è quella cosa lì, no? Quella che dà i soldi. Sì, la faccio, la faccio. Dopo l'estate, che adesso è pieno di lavoro. Anzi, adesso non è pieno, ma vabbè, dopo l'estate."
Il calendario psicologico del freelance
Facciamo un quadro realistico. Giugno: "Aprono le domande? Vabbè, ho tempo fino a ottobre." Luglio: "Ad agosto si ferma tutto, lo faccio a settembre." Settembre: "Ne parliamo a settembre. Anzi, parliamone a ottobre, che settembre è corto." Ottobre, prima settimana: "C'è tempo." Ottobre, terza settimana: "C'è tempo." Ottobre, ultimo giorno, 23:58: "DOVE SI CLICCA? PERCHÉ NON MI FA ENTRARE? PERCHÉ MI CHIEDE LO SPID DUE VOLTE?"
Il paradosso è bellissimo: l'ISCRO è un sussidio per chi ha lavorato poco, ma per ottenerlo devi dimostrare di aver fatto le cose in regola, nei tempi, con la dichiarazione dei redditi presentata, i contributi versati e la documentazione in ordine. Cioè esattamente tutto ciò che il freelance medio rimanda da gennaio. È come se lo Stato dicesse: "Ti do i soldi per la tua disorganizzazione, ma prima dimostrami che non sei disorganizzato."
La verità che nessuno vuole sentire
Poi c'è il capitolo di quelli che la domanda non la fanno proprio. "Non è carino chiedere soldi allo Stato", dicono, con la stessa fierezza di chi rifiuta il rimborso della benzina perché tanto la strada la faceva comunque. Oppure: "Se la prendo io, la tolgono a qualcuno che ne ha più bisogno", frase che nessun freelance ha mai pronunciato per altri bonus, tipo quelli per comprare cose che non servivano.
E infine ci sono quelli che la domanda la fanno in ritardo, perché hanno confuso la scadenza del 31 ottobre con quella del 31 dicembre, o perché "tanto la rifanno l'anno prossimo". Spoiler: l'anno prossimo dovrai dimostrare il calo di reddito di quest'anno, e se quest'anno non hai chiesto niente, pazienza.
La morale, ovviamente
La morale è sempre la stessa, e la ripetiamo da anni: rimandare non è una strategia, è una tassa. Una tassa che si paga in euro non incassati, in scadenze mancate e in "ne parliamo a settembre" detti a sé stessi. L'ISCRO scade il 31 ottobre. Il calendario dice che siamo ad agosto. I conti li fate voi. Noi, intanto, abbiamo già salvato il link della domanda. In una cartella. Che apriremo a ottobre.