«Voglio crescere». Lo dicono tutti. Poi guardi come lavorano e scopri che fanno esattamente le stesse cose di 10 anni fa. Stessa agenda, stesso metodo, stessa riluttanza a delegare, stesso orrore per qualsiasi strumento digitale. E chiedono perche' non crescono.
Il paradosso dell'imprenditore italiano e' tutto qui: vuole risultati diversi facendo le stesse cose. Vuole piu clienti ma non cambia il modo di gestirli. Vuole piu fatturato ma non investe in processi. Vuole collaboratori migliori ma continua a delegare oralmente, come descritto in questa storia sulla delega orale.
E la scusa e' sempre la stessa: «La mia azienda e' diversa». «Il mio settore e' particolare». «Io ho sempre fatto cosi' e ho sempre funzionato». Vero. Hai sempre funzionato. Ma «funzionato» non e' «crescere». Funzionare e' sopravvivere. Crescere e' fare in modo che l'azienda funzioni anche senza di te.
E qui casca l'asino. Perche' l'imprenditore vecchio stampo, come raccontiamo in questa lettera aperta, non vuole che l'azienda funzioni senza di lui. Perche' se funziona senza di lui, allora lui non e' indispensabile. E se non e' indispensabile, chi e'? Un imprenditore che ha costruito un'azienda che non dipende da lui non e' un imprenditore: e' un architetto. Uno che ha disegnato un sistema che vive per conto suo. Ed e' la cosa piu difficile da accettare per chi ha costruito tutto da zero.
Ma la verita' e' un'altra: l'azienda che dipende da te non vale niente. Se senza di te tutto si ferma, non hai un'azienda: hai un lavoro autonomo con dipendenti. E non crescera' mai, perche' c'e' un solo motore — tu — e tu hai un limite di ore. Per crescere, devi costruire un sistema. E un sistema, per definizione, funziona senza di te.
Lo abbiamo visto con la storia dell'azienda che viveva di Post-it: finche' c'era Maria, tutto funzionava. Quando Maria se n'e' andata, e' crollato tutto. Non puoi permetterti di essere «Maria» nella tua stessa azienda.