La redazione ha passato l'estate a studiare i programmi dei nuovi corsi di formazione vendite. Non per imparare a vendere, sia chiaro. Per ridere. E il materiale non e' mancato: nel 2026 ogni provider formativo che si rispetti ha aggiunto un modulo sull'intelligenza artificiale, un playbook generato in automatico e una simulazione di trattativa con un cliente digitale che non ti risponde mai. Esattamente come quello vero.

Un celebre istituto di ricerca internazionale ha calcolato che entro fine anno tre aziende commerciali su quattro integreranno i loro manuali di vendita con playbook guidati dall'AI. Tradotto: il venditore non prepara piu' l'incontro da solo. Chiede al software di analizzare il cliente, costruire le argomentazioni su misura e simulare le obiezioni. Attivita' che prima richiedevano ore, oggi si completano in minuti. Un sogno. Peccato che nessuno abbia ancora insegnato all'algoritmo la frase che congela ogni trattativa italiana da maggio in avanti: "Ne parliamo a settembre".

Il modulo che manca

Abbiamo esaminato il programma di un corso per tecnici commerciali presentato in pompa magna a primavera. Cinque moduli: preparazione commerciale, gestione degli interlocutori multipli, costruzione della pipeline, negoziazione, uso dell'AI come supporto quotidiano. Tutto molto serio, molto 2026. E poi? E poi niente. Nessun modulo intitolato "Come sopravvivere al silenzio di agosto". Nessuna lezione su cosa rispondere quando il cliente dice che il budget lo decide il socio, e il socio torna dalle ferie il 14 settembre. Nessuna simulazione della telefonata in cui l'azienda ti dice che "abbiamo chiuso l'anno, ripartiamo a settembre".

Abbiamo provato a chiederlo all'AI del corso. "Simula una trattativa con un cliente che rimanda tutto a settembre". Risultato: l'algoritmo ha generato una scaletta perfetta di follow-up, con promemoria il 1, il 8 e il 15 settembre. Poi, alla domanda "e se non risponde nemmeno a settembre?", ha proposto di inviare un'email di cortesia e attendere ottobre. Geniale. Come suggerire a un condannato di "aspettare con fiducia".

La verita' che nessun playbook contiene

Il problema non e' la tecnica. Il problema e' che "ne parliamo a settembre" non e' un'obiezione: e' una sentenza con diritto di appello che nessuno presenta mai. Il cliente non dice no. Dice "dopo". E il "dopo" e' la scusa piu' potente mai inventata dal cervello umano, perche' non richiede giustificazioni: basta guardare il calendario e annuire.

I venditori, dal canto loro, hanno interiorizzato il rito. A giugno smettono di insistere, a luglio inviano preventivi a cui nessuno risponde, ad agosto rispondono al telefono dicendo "guardi, sono in ferie, la richiamo io". E a settembre ricominciano da capo, con la pipeline piena di contatti che hanno ormai dimenticato chi sono. L'AI non c'entra nulla: e' la procrastinazione di massa che si spaccia per stagionalita'.

Il corso che la redazione consiglia

Se proprio dovete spendere soldi in formazione, la redazione vi suggerisce un programma alternativo, che nessun provider ha ancora il coraggio di vendere:

Il corso e' in fase di accreditamento. La data di inizio? La comunichiamo a settembre, ovviamente. Nel frattempo, se un venditore vi dice che l'AI gli ha salvato l'estate, sappiate che e' la stessa AI che gli ha consigliato di mandare il promemoria per il 1 settembre. L'unica cosa che l'intelligenza artificiale non ha ancora imparato e' dirsi, guardando il calendario: "se aspetto settembre, settembre non arrivera' mai".