Avete mai pensato a dove vanno a finire i preventivi che chiedete e non accettate mai? Io sì. Perché dopo anni passati a chiedere "quanto mi costa rifare il bagno?" per poi rispondere "adesso ci penso", ho deciso di seguire la pista fino in fondo. Quello che ho scoperto è agghiacciante, ma anche stranamente organizzato.
Esiste un posto. Si trova in una zona industriale della provincia di Bergamo, in un capannone senza insegna. Ci sono arrivato seguendo un corriere che trasportava buste gialle con su scritto "PREVENTIVO - NON URGENTE". Il cartello all'ingresso recita: "Cimitero dei Preventivi - Orari visite: mai".
Mi ha ricevuto il direttore, un certo Ermanno, che indossa un camice bianco e un'espressione di chi ha visto l'ennesimo cliente sparire nel nulla dopo aver ricevuto un preventivo. "Qui giacciono le offerte che non hanno avuto risposta", mi ha detto, mentre mi accompagnava tra gli scaffali metallici alti fino al soffitto. "Ogni busta è un potenziale cliente che ha scelto il silenzio".
Ho chiesto quanti preventivi ospita la struttura. "Abbiamo smesso di contarli nel 2019. Ma se vuole un'idea, le dico che solo il reparto 'Ristrutturazioni casa' occupa tremila metri quadri. Sotto ci sono i preventivi per finestre nuovi, sopra quelli per pavimenti in laminato che nessuno ha mai visto".
Il criterio di archiviazione è spietato. Ogni preventivo viene classificato in base al motivo del rifiuto (presunto). C'è la sezione "Troppo caro", riconoscibile dalle buste con l'angolo strappato, quella "Lo faccio da solo" con le offerte piegate a metà con disprezzo, e la più triste: "Mi aveva detto 500 euro in meno", dove i preventivi sono conservati accanto a foto di clienti con espressione indignata.
Poi c'è il reparto speciale, quello che Ermanno chiama "il Padiglione del Forse". Lì finiscono i preventivi per cui il cliente ha detto "adesso ci penso" e non ha mai più dato notizie. È il padiglione più grande. "Sono otto chilometri lineari di scaffalature", sospira Ermanno. "Se tutti quei clienti tornassero contemporaneamente, il sistema collasserebbe. Ma non è mai successo".
Ogni tanto arrivano spedizioni dall'estero. Grosse multinazionali che inviano richieste di fornitura a mezzo mondo e poi lasciano marcire le risposte in qualche server. "Quelle le archiviamo in formato digitale", spiega il direttore indicando un container climatizzato. "Abbiamo più hard disk che polmoni".
La visita si conclude davanti alla "Sala delle Offerte Particolari". Qui, dentro teche di vetro, riposano i preventivi più assurdi mai ricevuti: qualcuno ha chiesto quanto costa scavare un tunnel sotto casa, un altro voleva un preventivo per comprare un'isola disabitata, e c'è persino la richiesta di preventivo per "sistemare il rapporto con mia suocera". Nessuna di queste offerte è mai stata accettata.
Saluto Ermanno che torna al suo lavoro: smistare le nuove buste che arrivano ogni giorno a centinaia. "Le aziende continuano a farli, i clienti continuano a ignorarli. Noi continuiamo ad archiviare. È l'unico settore in cui la domanda e l'offerta non si incontrano mai".
Fuori, nel parcheggio deserto, un cartello avverte: "Il preventivo che non accetti oggi sarà il rimpianto di domani. Oppure no, chi lo sa. Nel dubbio, lo archiviamo".
come il cliente del preventivo veloce che poi sparisce nel nulla.