Secondo una consolidata tradizione nazionale, agosto e' il mese in cui le imprese trattengono il respiro. Gli uffici si svuotano, le risposte automatiche alle mail si moltiplicano, e chi resta in citta' si domanda se sia il caso di andare in ufficio o di approfittarne per sistemare finalmente quella scrivania.

E invece no. Secondo i piu' attenti osservatori del calendario imprenditoriale, agosto e' in realta' il mese in cui le imprese piu' strutturate fanno tutto quello che hanno rimandato da gennaio. Revisione degli assetti societari. Pianificazione fiscale per l'anno successivo. Verifica delle rivalutazioni delle partecipazioni. Il confronto col commercialista su scelte che richiedono tempo per essere valutate con cura.

Avete capito bene: tutte quelle cose per cui a febbraio dicevate "la facciamo a giugno", e a giugno "a settembre ne parliamo", vengono fatte ad agosto. Non per un'improvvisa ondata di efficienza. Ma per un motivo molto piu' banale: e' l'unico mese in cui nessuno puo' chiamarvi per interrompervi.

Il metodo infallibile

Il meccanismo e' semplice. Da gennaio a luglio, ogni tentativo di fare qualcosa di serio viene interrotto da un cliente che dice "ci penso", da un fornitore che anticipa le vacanze, da una riunione convocata per discutere di un'altra riunione. Il venditore insegue i preventivi, il commercialista insegue le scadenze, e nessuno insegue le decisioni vere.

Ad agosto, invece, il cliente e' in Sardegna, il fornitore e' in montagna, e la riunione e' stata rimandata "a dopo l'estate". Ecco che, nel silenzio tombale delle ferie, l'imprenditore si ritrova davanti alla scrivania con tutto il tempo del mondo e nessuno che glielo rovini. Come quando in ufficio avete cinque minuti di tranquillita' e scoprite una produttivita' pazzesca. Poi arriva qualcuno che vi chiede "hai due minuti?", e il sogno finisce.

Il paradosso del commercialista

Il punto piu' delicato e' il confronto col commercialista. Perche' anche il commercialista, ad agosto, e' in ferie. E allora come si fa? La risposta e' nella domanda: le scelte "che richiedono tempo per essere valutate con cura" vengono preparate ad agosto proprio per essere discusse a settembre, quando il commercialista torna e il cliente torna, e tutti si ritrovano davanti al mucchio di decisioni accumulate.

In pratica: agosto prepara le cose di cui si parlera' a settembre, per rimandarle a ottobre. Il calendario imprenditoriale italiano e' un'arte antica, e noi la rispettiamo. Anche perche' e' l'unica arte in cui siamo davvero bravi.

La lezione per venditori e freelance

Se siete venditori o freelance, questa notizia dovrebbe farvi riflettere. Il vostro cliente sta facendo ad agosto tutte le cose che rimanda da gennaio. Tra queste, magari, c'e' anche la decisione sul vostro preventivo. Che, guarda caso, e' li' in sospeso da marzo in attesa di "parlarne a settembre".

Ecco il punto: il cliente non ha bisogno di settembre per decidere. Ha bisogno di settembre perche' settembre e' il momento in cui la colpa si sposta. "Ne parliamo a settembre" non e' una promessa: e' un rinvio condiviso, un accordo implicito per cui nessuno dei due deve sentirsi in colpa. Il venditore non insiste, il cliente non decide, e tutti e due si godono l'estate.

La verita' scomoda

La verita' e' che le imprese italiane sono capacissime di fare le cose importanti. Lo dimostrano: le fanno tutte ad agosto, quando non c'e' nessuno a disturbare. Il problema non e' la capacita'. Il problema e' che per undici mesi all'anno trovano sempre qualcosa di piu' urgente da fare. O qualcuno che le interrompe.

E allora, mentre il sole picchia e le citta' si svuotano, in qualche ufficio rimasto aperto c'e' un imprenditore che finalmente rivede gli assetti, pianifica la fiscalita' e prepara le domande per il commercialista. Non perche' sia il momento giusto. Ma perche' e' l'unico momento in cui nessuno puo' dirgli "ne parliamo a settembre".

Noi, intanto, restiamo qui. Con i preventivi in sospeso e il calendario che gira. A settembre, come sempre, ne parliamo.